LA CUPOLA DI BRUNELLESCHI: 7 CURIOSITÀ CHE (FORSE) NON SAI

La cupola della cattedrale di Santa Maria del Fiore è il monumento più grandioso di Firenze. Costruita in soli 16 anni da Filippo Brunelleschi, è ancora oggi la cupola in muratura più grande al mondo con i suoi 45,5 metri di diametro interno e i suoi 116 metri di altezza da terra.

Oggi ti raccontiamo alcune curiosità e aneddoti che caratterizzano la più incredibile impresa architettonica del Quattrocento.

1. La cupola di Brunelleschi: il primo progetto del padre del Rinascimento

Incredibile ma vero, Brunelleschi prima della cupola non aveva costruito nulla. Nel suo cv si annoveravano sculture (come il Crocifisso di Santa Maria Novella protagonista di un divertente aneddoto), decorazioni in bronzo, orologi e disegni, ma nessun edificio. Nonostante questo, i suoi contemporanei decisero di affidare a Filippo il cantiere, affiancandogli il celebre e stimato orafo Lorenzo Ghiberti.

Brunelleschi non sopportò mai questo affronto alle sue capacità progettuali, sebbene comprensibili da parte dei committenti che si accingevano a mettere nelle mani di un novellino la più complessa impresa architettonica mai conosciuta fino ad allora. Per dimostrare le sue competenze e sminuire Ghiberti, Brunelleschi durante i lavori si finse malato e si assentò dal cantiere per 10 giorni. In sua assenza l’orafo non fu in grado di portare avanti il cantiere nemmeno di un mattone, e fu subito mandato via lasciando campo libero al trionfante Filippo.

 

Per approfondire l’intero progetto e il modo con cui Brunelleschi riuscì a voltare la cupola di Santa Maria del Fiore ti invitiamo a leggere Il mistero della cupola di Brunelleschi

cupola del duomo di firenze

2. Filippo Brunelleschi e l’uovo della vittoria

Grazie alle Storie del Vasari sappiamo che Brunelleschi amava prendersi gioco di amici e conoscenti. Era un tipo piuttosto furbo e anche nel caso della cupola escogitò un innocuo scherzetto per ottenere la vittoria.

Terminata la costruzione della Cattedrale, l’Opera del Duomo richiamò Brunelleschi da Roma a Firenze per affidargli l’incarico. Filippo, fingendosi totalmente disinteressato alla cosa, disse che in quegli anni si era dedicato ad altro e non aveva idea di come risolvere il problema della Cupola. Quindi consigliò loro di indire un concorso a livello internazionale così da coinvolgere tutti i migliori architetti d’Europa.

In realtà Brunelleschi si trovava a Roma da diversi anni con l’unico scopo di studiare i reperti romani e riuscire a trovare il modo di voltare la cupola. Consapevole di essere l’unico architetto con la soluzione più elegante e semplice da realizzare, indusse i committenti a organizzare il concorso così da dimostrare a tutta Europa di essere il miglior architetto in vita.

Dopo mesi di consultazioni e di progetti dalle soluzioni più stravaganti, i giudici non erano ancora in grado di scegliere il vincitore.

Brunelleschi, quindi, propose di risolvere la questione con un indovinello. Pose davanti a tutti un uovo e disse “chi di voi sarà in grado di mettere dritto quest’uovo, sarà così ingegnoso da poter ottenere la vittoria”. Nessuno dei presenti riuscì nell’impresa, nonostante sforzi e riflessioni attente. Alla fine di tutti provò Filippo, che semplicemente ruppe la parte bassa del guscio dell’uovo e lo posizionò in verticale. Poi esclamò “spesso le soluzioni più semplici sono le migliori, come il mio progetto” e vinse la commissione. 

Filippo Brunelleschi uovo vittoria cupola

3. La cupola di Brunelleschi in miniatura al Parco dell’Anconella

Molti architetti studiarono nel tempo la cupola e soprattutto nel Novecento si assiste a un’attenta analisi dell’opera con lo scopo di comprenderne le tecniche.

Tra questi studiosi vi fu Massimo Ricci, professore dell’Università di Firenze, che assieme ai suoi studenti ricostruì parzialmente la cupola di Brunelleschi nel Parco dell’Anconella (Firenze sud) per dimostrare la tecnica autoportante a spina di pesce utilizzata in tutti i progetti di Filippo Brunelleschi.

 

Vuoi scoprire di più sul genio di Brunelleschi? Dai un’occhiata al nostro tour virtuale dedicato al Padre del Rinascimento. 

4. La cupola del Duomo di Firenze: l’edificio più alto della città

Una volta concluso il cantiere, una legge non scritta obbligò gli architetti fiorentini a costruire edifici che non superassero in altezza la cupola di Brunelleschi.

Sebbene questo divieto possa sembrare piuttosto incredibile, grazie ad esso Firenze mantiene intatto uno skyline davvero unico da cui la Cattedrale di Santa Maria del Fiore svetta incontrastata tra le tante architetture antiche e moderne della città.

firenze skyline piazzale michelangelo

5. Il Peposo dell’Impruneta: la diffusione del piatto tipico toscano

I 4 milioni di mattoni utilizzati nella costruzione della cupola di Firenze furono realizzati e cotti nelle celebri fornaci dell’Impruneta. Per questo motivo moltissimi operai che lavorarono al cantiere provenivano proprio da lì.

Ogni giorno questi uomini cuocevano i mattoni e li trasportavano fino a Firenze per i lavori alla cupola. Durante la cottura dei mattoni sfruttavano i forni per cuocere anche i loro pasti quotidiani, tra cui il celebre Peposo dell’Impruneta, un piatto a base di carne cotta in abbondante vino rosso e pepe in grani che spesso coprivano il sapore forte della carne poco fresca.

Sui carri carichi di mattoni posizionavano anche le loro casseruole di terracotta piene del pasto del giorno che si manteneva caldo grazie al calore emanato dai mattoni da poco sfornati.

All’ora di pranzo gli operai dell’Impruneta condividevano il pasto con tutti gli altri operai, diffondendo così una delle più celebri ricette tradizionali dell’area fiorentina.

 

Se sei appassionato di piatti tipici guarda altri articoli sulla nostra rubrica dedicata al cibo in Toscana.

6. Il giudizio di Michelangelo che salvò la cupola dal crollo

Molti anni dopo il termine della cupola, nel 1512, l’Opera del Duomo bandì un nuovo concorso per decorare l’unica parte rimasta scoperta: la fascia di mattoni grezzi tra il tamburo e i mattoni rossi della cupola. Al concorso parteciparono i più importanti artisti di Firenze tra cui Michelangelo, il cui progetto però venne scartato a favore di quello di Baccio d’Agnolo.

Dopo due anni di lavori Baccio realizzò uno degli otto lati della cupola e prima di proseguire decise di chiedere ai fiorentini cosa ne pensassero di ciò che era già visibile.

Michelangelo, inviperito dalla perdita della commissione, commentò l’opera dicendo “Mi pare una gabbia per grilli”. Baccio si risentì così tanto del giudizio che abbandonò il cantiere, lasciandolo incompiuto come lo vediamo ancora oggi.

In questo caso dobbiamo ringraziare la lingua lunga e burbera del Buonarroti, perché è molto probabile che il marmo avrebbe appesantito troppo la cupola, portando a danni strutturali e crolli.

Brunelleschi Cupola Duomo Firenze

7. La lanterna di Santa Maria del Fiore: la lastra che ricorda la caduta della palla d’oro

A conclusione della cupola fu costruita la lanterna, sempre su progetto di Brunelleschi, a partire dal 31 dicembre 1436. Il celebre architetto morì nel 1446 senza vedere conclusi i lavori.

Al termine della lanterna venne posizionata una palla di rame ricoperta d’oro progettata da Andrea del Verrocchio (maestro di Leonardo da Vinci). Purtroppo il rame, scelto per la leggerezza, e l’oro, che completava estaticamente l’opera, sono degli ottimi conduttori elettrici: posti a quell’altezza sono diventati i migliori bersagli di violenti e dannosi fulmini.

Fu proprio un fulmine, nel 1601, ad aver fatto crollare a terra la sfera dorata, provocando ingenti danni alla cupola e agli edifici confinanti alla cattedrale. Si racconta, addirittura, che le schegge di pietra raggiunsero la vicina via de Servi.

Oggi, a ricordo del punto in cui cadde la sfera, è stata posta una semplice lastra di marmo bianco priva di scritte. L’avete mai notata? Si trova nella parte posteriore della cupola, in direzione di via del Proconsolo.

Quante di queste curiosità conoscevi già?! 
La cupola di Brunelleschi non finisce mai di stupire chi ne ammira le forme e chi ne studia la struttura.

Intorno alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore si affollano leggende, storie e aneddoti che pongono le loro radici nel lontano passato. Tra queste sicuramente vi è la storia della testa di bue. La conosci? Vai a scoprirla nel nostro articolo!

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