SULLE TRACCE DI CARLO COLLODI:
IL BAMBINO DENTRO L’UOMO

— C’era una volta…
— Un re! — diranno subito i miei piccoli lettori.
— No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno…

Così inizia la storia di uno dei personaggi più famosi dell’epoca moderna.
A chi di noi non è mai stato detto  – Non dire le bugie che ti viene il naso lungo come Pinocchio!

Stiamo parlando di quel famoso burattino di legno nato dalle abili mani del falegname Geppetto.
Ma chi ha dato davvero vita a quel ciocco di legno?

La storia del nostro protagonista nasce dalla fantasia e dall’esperienza di un abile giornalista e scrittore di nome Carlo Lorenzini.

pinocchio bambino firenze

ALLA SCOPERTA DI COLLODI PER LE VIE DI FIRENZE

“In questa casa nacque nel 1826 Carlo Lorenzini detto il Collodi, padre di Pinocchio”

Questo si legge in una targa in via Taddea 21 a Firenze, è qui infatti che Carlo nasce il 24 novembre 1826.

I suoi genitori erano domestici dell’importante famiglia dei Ginori, che riuscì a garantire al giovane promettente un’istruzione, cosa non scontata per un ragazzo dell’epoca!

Carlo frequenta la scuola elementare a Collodi, paese natale della mamma, nome che sceglierà in futuro come suo pseudonimo. Prosegue gli studi presso i padri scolopi di Firenze che avevano la loro sede in via Martelli.

Negli anni della sua maturità visse a Palazzo Ginori dove un’altra targa così riporta:

Palazzo Ginori targa Collodi

NON SOLO PINOCCHIO

Prima di arrivare a raccontare dell’uomo burattino però la sua carriera inizia diversamente.

Carlo Lorenzini è un giovane molto promettente. A vent’anni inizia a lavorare come commesso presso la libreria Piatti, in via della Vecchieria. Questo gli permette di entrare in contatto con il mondo della stampa e presto diventa editore e giornalista. Attraverso i suoi articoli descrive la Toscana del suo tempo, molto diversa da quella in cui viviamo oggi.

Il Granducato di Toscana

Alla metà dell’Ottocento non esisteva ancora un unico stato italiano, la penisola era divisa in più regni, tra cui il Granducato di Toscana, governato dalla famiglia dei Lorena, che aveva preso il posto dei Medici dal 1737. I Lorena rimasero in carica fino al 1859, quando Pietro Leopoldo II dovette abdicare per l’annessione del granducato al nuovo regno d’Italia.

I Lorena ebbero un ruolo molto importante per lo sviluppo economico e culturale della Toscana. Promotori di rivoluzionarie riforme politiche, economiche e sociali furono anche importanti mecenati, fondarono molti musei, accademie e le prime scuole pubbliche.

 

documenti storia granducato toscana

Firenze era la capitale di questo Granducato, una città viva, animata dagli incontri spiritosi e bizzarri nei primi caffè, da storie e intrighi della nuova classe politica, ma anche dai primi moti risorgimentali e monarchici che porteranno poi alla formazione del nuovo regno dell’Italia unita.

Carlo partecipa direttamente ai fermenti politici del suo tempo. Inizia a frequentare il caffè Michelangiolo insieme ai pittori della corrente dei Macchiaioli. In questo luogo di ritrovo si tenevano animatissime discussioni di carattere artistico, ma anche politico. Il suo impegno in questo campo si concretizza quando decide di partecipare in prima persona a due importanti battaglie per l’indipendenza italiana: quelle di Curtatone e Montanara.

giovanni fattore accampamento italiano magenta
Fattori, Giovanni (1825-1908) - 1859 Accampamento italiano nella battaglia di Magenta, Galleria di Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze

ALLA SCOPERTA DEL MONDO DEI BAMBINI

bancarella pinocchio geppetto

Accanto agli articoli di giornale e ai suoi interventi politici, Carlo scrive anche breve inserti narrativi e romanzi d’appendice, fino a che nel 1875 l’editore Paggi gli affida la traduzione delle fiabe di Charles Perrault: ecco il primo passo verso la letteratura per bambini.
Sarà proprio il mondo dell’infanzia ad affascinarlo e a trasportarlo in un mondo magico dove riuscirà a dare il meglio di sé. 

Dopo l’iniziale successo come traduttore inizia a scrivere lui stesso libri per la scuola. E’ in questo momento che decide di usare il nome di Collodi come pseudonimo.

Il suo grande valore risiede nel riuscire a coniugare l’invenzione narrativa, con la finalità didattica, e i suoi romanzi diventano veri e propri testi pedagogici, utilizzati nelle scuole dei primi anni del nuovo regno italiano.

Il suo capolavoro: le avventure di Pinocchio

Fonda una nuova rivista, stavolta dedicata interamente ai ragazzi e sarà proprio sul “Giornale dei bambini” che nel 1881 appare per la prima volta il suo capolavoro: Le avventure di un burattino di nome Pinocchio. Dopo aver pubblicato i primi 15 capitoli decide di finire il racconto con l’impiccagione del povero protagonista, ma questo epilogo non piace proprio ai giovani lettori!

Anche i più piccoli infatti seguivano appassionati le avventure di un protagonista nel quale finalmente riuscivano ad immedesimarsi. Collodi decide di accontentare le loro richieste e cambiare il finale: il burattino nato da quel ciocco di legno iniziale verrà trasformato niente di meno che in un bambino vero!

– Com’ero buffo, quand’ero un burattino! e come ora son contento di esser diventato un ragazzino perbene! – 

Pinocchio giornale bambini
paese dei balocchi

LA FORTUNA DI PINOCCHIO

burattino pinocchio

Nel 1883 tutti i capitoli sono terminati e l’editore Felice Poggi pubblica l‘intero volume.

Ad oggi sono 187 le edizioni del libro di Pinocchio e 260 le lingue o i dialetti nei quali è stato tradotto.

Perché tanta fortuna? Pinocchio segna una svolta fondamentale nella letteratura dell’Ottocento introducendo nuovi elementi, il suo protagonista non è più un eroe idealizzato: ha un babbo e una fatina che fa strane magie, e il suo comportamento è tutt’altro che epico. Un bambino vero e la sua infanzia sono i veri protagonista della fiaba.

La sua ingenuità, il suo essere monello, la voglia di giocare, ma anche il desiderio di migliorare, sono elementi in comune tra tutti i bambini: non sempre ligi al proprio dovere, ma con tanta voglia di divertirsi!

 

Collodi muore improvvisamente nel 1890 a Firenze: la sua tomba si trova nel cimitero delle Porte Sante presso la basilica di San Miniato al monte, vero e proprio museo a cielo aperto.

Diversi sono i monumenti che oggi celebrano Pinocchio e il suo autore in giro per Firenze, come la scultura realizzata da Thomas Cecchi nel 2006 nei pressi del marcato centrale, proprio vicino alla casa dove è nato Carlo Lorenzini, o quella che arricchisce il giardino dell’Orticoltura, donata dal Lions club di Firenze, e gemella di un’altra scultura che si trova addirittura in Giappone!

 

 

pinocchio scultura Orticoltura Firenze

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