A CARNEVALE, OGNI DOLCE VALE!

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Il Carnevale è alle porte e si avvicinano giorni di festa!

La festività è sempre stato un tema centrale della vita della comunità, un momento in cui la ciclicità della vita lavorativa quotidiana si interrompe, le nostre abitudini lasciano il posto all’eccezione e ci troviamo di fronte alla possibilità di rompere quei vincoli della vita quotidiana che, soprattutto in passato, erano molto forti.

Tra queste feste la più attesa e sentita era il Carnevale, scopriamolo insieme!

Carnevale: tra sacro e profano

Dopo quella del patrono San Giovanni, il Carnevale era a Firenze la festa più importante dell’anno, sicuramente la più attesa!

In questa occasione si riuniscono sia gli aspetti sociali, espressi tramite il ribaltamento dei ruoli con il travestimento, sia gli aspetti religiosi dati dal passaggio dalla festa e dall’eccesso alla penitenza.

Il suo nome deriva infatti da carnem levare, perché l’ultimo giorno di carnevale, il Martedì Grasso, precede l’inizio dei giorni di magro, vale a dire i quaranta giorni di Quaresima che precedono la Pasqua, durante i quali è fatto divieto di consumare la carne ed è ben accetto il digiuno e la penitenza.

Dal travestimento...

Ecco che dunque bisogna approfittarne prima di dover dire addio ad ogni piacere, e allora tutto è concesso per un’ultima volta!

I rituali quotidiani vengono capovolti, nel Medioevo per esempio, il modo di vestire doveva per forza rispondere all’attività lavorativa che si svolgeva, nei giorni di festa questo poteva essere cambiato!

Gli uomini vestivano i panni femminili e viceversa, compaiono “le mummie”, che non avevano niente a che vedere con il moderno Halloween, ma volevano dire semplicemente maschere complete di abito!

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11frappe dolci carnevale

... ai dolci di tutti i tipi!

Le vie, le piazze si riempiono di carretti e bancarelle che vendono ogni tipo di dolciumi: gli eccessi sono anche e soprattutto quelli alimentari!

Ancora oggi nel periodo di Carnevale i forni e le pasticcerie offrono prodotti che possiamo trovare solo in questo periodo dell’anno: frittelle, pasta fritta e ciambelle che in ogni regione prendono nomi diversi dalle frappe, alle chiacchiere fino alle castagnole.

i dolci tipici fiorentini

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I cenci e i berlingozzi

A Firenze la pasta fritta prende il nome di cenci per via della consistenza molle della pasta che ricorda appunto un cencio, uno straccio, ben diversa dalla consistenza spessa del famoso panno lana fiorentino che commerciavano i mercanti dell’epoca.

Accanto ai cenci il berlingaccio, una sorta di ciambellone impastato con le bucce delle arance e dei limoni. Prede il nome dalla festa del berlingaccio che si celebra in Toscana proprio il Giovedì Grasso.

Non abbiamo fonti certi sull’origine del nome, solitamente lo si lega al latino ber – lingere cioè leccare con gusto! È una festa questa che nasce proprio per spassarsela e divertirsi a tavola.

Addirittura Lorenzo il Magnifico si vanta nei sui canti carnascialeschi di saper fare “ottimi berlingozzi e zuccherini”.

Il periodo del Carnevale era anche quello in cui si macellava il maiale e allora ecco comparire i roventini, altro dolce tipico fiorentino che consiste in una crêpe fatta con la farina di castagna e il sangue del maiale.

La regina del carnevale: la schiacciata!

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Tra i dolci più tradizionali legati al Carnevale a Firenze regna incontrastata la schiacciata.

Originariamente la stiacciata fiorentina era una focaccia che si otteneva schiacciando, appunto, con le dita la pasta del pane avanzata. Veniva poi cotta nel forno a legna e unta con strutto o ciccioli di maiale cioè pezzetti grassi di carne di maiale.

Siccome il carnevale come abbiamo visto era l’ultima possibilità di eccedere anche nel cibo, un semplice pane non soddisfaceva abbastanza e dunque a questa originale schiacciata vennero aggiunti altri ingredienti che la trasformano in un dolce caratterizzato dalla presenza dell’arancia e della vaniglia insieme al vin santo e ai semi di anice.

La forma tipicamente quadrata di questo dolce sembra derivare da un’usanza delle monache fiorentine di Santa Verdiana.

Queste suore celebravano la morte della loro fondatrice il primo febbraio, quindi nel periodo carnevalesco, e per l’occasione erano solite preparare proprio la schiacciata come dolce della festa. 

Per farlo utilizzavano le stesse teglie rettangolari che servivano per la distribuzione dei pasti ai vicini detenuti del carcere delle stinche: è così che questa forma giunge fino a noi oggi.

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La ricetta originale

La ricetta originale richiedeva ben tre giorni di lavoro: si iniziava la preparazione il Giovedì Grasso e la schiacciata restava sulle tavole, regina incontrastata del Carnevale, fino al martedì successivo.

Attenzione: la ricetta tradizionale della schiacciata alla fiorentina non prevede nessuna farcitura né di crema né di panna! E a voi come piace? Rispettate la tradizione o ci aggiungete un tocco goloso?

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