LA GIOCONDA DI LEONARDO: IL FURTO DEL 1911

Questa è la storia rocambolesca non di un quadro qualunque, ma di un signor Quadro con la q maiuscola, ovvero la Gioconda di Leonardo da Vinci, anche conosciuta come la Monna Lisa.

E’ infatti uno dei dipinti più famosi della storia dell’arte, ambito da tutti i musei, gallerie, collezionisti ed anche da semplici appassionati che ammaliati dal suo morbido sfumato e da quel sorriso enigmatico, non riescono a staccarle gli occhi di dosso!

Il fascino senza tempo della Gioconda

La Gioconda possiede da sempre un fascino irresistibile. Pensate che anche il pittore rinascimentale Raffaello Sanzio rimase ammaliato dallo sguardo e dai colori della Gioconda, ma non solo lui!

Molti artisti moderni come Marcel Duchamp, Andy Warhol, Botero (per citarne solo alcuni) hanno rivisitato la Gioconda in tutte le salse creando icone pop colorate e divertenti. La Monna Lisa ha cavalcato l’onda fino ai giorni nostri dove la possiamo vedere per strada sotto forma di murale, stencil, sticker, opere di creativi street artist.

La_Joconde_fumant_la_pipe
Sapeck, La Joconde fumant la pipe, 1887
Marcel Duchamp lhooq
Marcel Duchamp, L.H.O.O.Q., 1919
Mona Lisa Andy Warhol
Andy Warhol, Mona Lisa, 1963

Perché la Gioconda si trova in Francia?

Oggi l’originale è conservato al Museo del Louvre di Parigi. Ogni anno il museo è visitato da milioni di turisti che fanno ore di fila pur di poter osservare con i propri occhi il dipinto e scattarsi un selfie con la donna più famosa al mondo. 

Ebbene, la Gioconda fu dipinta da Leonardo da Vinci a Firenze, nel 1503-1504, ma quando venne invitato a lavorare alla corte francese di Francesco I, decise di portarla con sé e qui vi rimase indisturbata per molti anni.  Il re di Francia Francesco I inizialmente la espose nel suo castello a Fontainebleau, venne poi spostata a Versailles da Luigi XIV, dove vi rimase fino alla rivoluzione francese. Da quel momento in poi fu inserita nelle collezioni del Museo del Louvre, eccetto che per alcuni anni, quando Napoleone Buonaparte decise di tenerla nella sua camera da letto

Ai fiorentini, conosciuti per essere un popolo orgoglioso delle proprie glorie e personaggi illustri, forse non è mai andata giù che l’opera non fosse stata restituita ed esposta nella città che ha visto Leonardo muovere i primi passi.
Chissà in quanti l’hanno desiderata e la desiderano tutt’ora.

Gioconda
Leonardo da Vinci, Gioconda (o Monna Lisa), 1503-04

Il furto della Gioconda

Le pagine dei giornali di tutto il mondo parlarono a lungo della vicenda. Era il 21 agosto del 1911 , quando improvvisamente la Gioconda scompare dal Louvre.

il furto della Gioconda 1911

Un episodio che sconvolse tutti quanti ma soprattutto l’allora direttore Monsieur Homolle che fece immediatamente partire le ricerche. Per ben due anni Parigi venne messa letteralmente sottosopra! Ogni angolo remoto della città venne perlustrato, vennero svuotate cantine e sgabuzzini, vennero sospettati tra i colpevoli addirittura Picasso e Apollinaire che avevano sempre espresso la voglia di svuotare i musei e di riempirli con le loro opere. 

Dove si nascondeva il dipinto? Chi fu il temerario Lupin che sfidò la giustizia?

Louvre senza Monna Lisa

Chi fu il ladro della Monna Lisa?

La Gioconda era finita tra le braccia di un imbianchino italiano di nome Vincenzo Peruggia, che, la mattina del 21 agosto, con molta nonchalance, portò via il dipinto nascondendolo sotto la giacca e custodendolo per ben due anni nel suo appartamento parigino.

Nel 1913 Vincenzo arrivò a Firenze con il quadro in valigia, per cercare di venderlo ad un antiquario fiorentino, al quale scrisse una lettera che diceva: “Il quadro è nelle mie mani, appartiene all’Italia perché Leonardo è italiano”, dando certamente prova del suo patriottismo nel voler riportare il tesoro tanto ambito a casa.

Fissò l’incontro dell’acquisto a pochi passi dal Duomo, presso l’allora Albergo Tripoli Italia (oggi chiamato Hotel Gioconda) ma anziché con l’antiquario si trovò a dover contrattare con la polizia! Il nostro coraggioso imbianchino venne arrestato e incarcerato per un anno e la Gioconda venne restituita a Parigi.

La Gioconda agli Uffizi

Prima della partenza senza ritorno della Gioconda verso Parigi, il capolavoro venne esposto al pubblico agli Uffizi a Firenze (poi a Roma e Milano) avverando così, anche se per poco, il sogno di ogni fiorentino.

Il furto del dipinto contribuì notevolmente alla nascita del mito della Gioconda, tanto che da quel momento in poi la Monna Lisa iniziò ad essere una vera e propria icona contemporanea. Durante i due anni di ricerche moltissimi turisti e curiosi si recarono al Louvre solo per poter vedere la parete vuota del museo. Non molto diversamente dalla calca che ogni giorno si crea davanti al celebre ritratto vinciano.

 

la gioconda agli Uffizi
Il direttore degli Uffizi Giovanni Poggi mentre osserva la Gioconda nelle Gallerie degli Uffizi.

LA GIOCONDA oggi

Indubbiamente Leonardo è davvero riuscito a creare un’immagine senza tempo!

Alcuni mesi fa, in questi tempi di pandemia, è comparsa la Gioconda con la mascherina realizzata dall’artista Tvboy. Nel 2005 invece, il celebre street artist Banksy ha utilizzato proprio l’icona pop della Monna Lisa per trasmettere uno dei suoi messaggi dirompenti, sul muro che separa Israele dalla Cisgiordania

Se il furto della Gioconda vi ha messo un po’ di curiosità non potete farvi scappare il prossimo film annunciato dall’attrice Jodie Foster. Sarà tratto dal romanzo The Day They Stole the Mona Lisa, del 1989 scritto da Seymour Reit che si ispira proprio al furto della Gioconda!

Ci vediamo al cinema!

Banksy, Mona Lisa armed, 2005
La Gioconda con la mascherina
Tvboy, La Gioconda con la mascherina, 2020

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