DA HALLOWEEN AL DIA DE LOS MUERTOS: IL GIORNO DEI MORTI NEL MONDO

casa addobbata per halloween

Il 31 ottobre si avvicina e con lui tutte le celebrazioni legate ai defunti, prima tra tutte la festa di Halloween, diventata ormai famosa in tutto il mondo occidentale.

Teschi, maschere mostruose, zucche intagliate e finte ragnatele riempiono negozi, locali e case, annunciando l’arrivo del giorno dei morti. Nella storia e nel mondo si sono diffuse e trasformate tante tradizioni diverse, che spesso si sono contagiate a vicenda attraverso colonizzazioni e migrazioni.

Quali sono le più famose feste dei morti nel mondo? Ve lo racconterò in questo articolo.

Se non avete ancora deciso come festeggiare il 31 ottobre 2020 date un occhio alle proposte di PartecipArt!

Halloween: origine e tradizione

Halloween è indubbiamente la festività più diffusa del mondo occidentale. Viene festeggiata principalmente nella notte tra il 31 e il 1° novembre, con addobbi, maschere e, in questi ultimi anni, con feste in discoteca.

Sebbene la festa di Halloween sia arrivata in Italia e in Europa dagli Stati Uniti, le sue origini sono irlandesi.

Samhain: il capodanno celtico

Il termine Halloween deriva dall’antico nome inglese All Hallows’ Eve, “la vigilia di tutti i santi” ed è strettamente connesso alla festività celtica del Samhain.

Le popolazioni celtiche nell’antichità vivevano di allevamenti e organizzavano il tempo dell’anno attraverso le stagioni e il ciclo degli animali. La fine dell’estate, dunque, coincideva per loro con la fine dell’anno e l’arrivo dei mesi più duri, da dover trascorrere in casa, al riposo, in attesa della primavera.

I giorni di passaggio tra l’estate e l’inverno erano festeggiati dalla popolazione per ringraziare dell’anno appena trascorso e per esorcizzare l’inverno con tutti i suoi pericoli. In questi giorni i celti credevano che il mondo dei vivi e quello dei morti si avvicinassero tra loro e che i morti potessero passare nel mondo dei vivi con più facilità, perché sulla terra le persone erano chiuse in casa.

La festa di Samhain era quindi caratterizzata da riti propiziatori e sacrifici, per scongiurare questo avvenimento. I celti si mascheravano attraverso pelli di animali e teschi e portavano dietro cipolle riempite di braci luminose, per poter spaventare i morti e ricondurli nel loro mondo.

Il Cristianesimo non riuscì a stemperare la forza di queste credenze, tanto che, per venire incontro alle celebrazioni pagane, il giorno di Ognissanti e dei morti vennero spostati da maggio a novembre, così che le due feste potessero coincidere. Da qui il passaggio di nome da Samhain a All Hallows’ Eve, e quindi Halloween.

zucca halloween

L’arrivo di Halloween negli USA

Nel 1800, a causa di forti carestie, le popolazioni irlandesi furono costrette a migrare verso gli Stati Uniti per cercare fortuna.

Giunti a destinazione cercarono di ricreare delle piccole comunità, per non rimanere soli e aiutarsi vicendevolmente. In questo modo la tradizione del Samhain raggiunse anche il Nuovo Mondo, dove prese sempre più piede tra comunità esterne a quella irlandese.

la leggenda di jack'o'lantern

jack o lantern

L’odierna festa di Halloween prende vita dalla festività celtica, ma anche da altre tradizioni irlandesi, come ad esempio la leggenda di Jack’o’lantern.

Jack era un fabbro irlandese ubriacone che riuscì a ingannare per ben due volte il Diavolo. Quando giunse il momento di morire, Jack si recò in Paradiso, dove non fu accolto da Dio perché era stato un gran peccatore; sceso all’Inferno, nemmeno il Diavolo lo prese con sé e l’obbligò, per vendetta, a vagare nel mondo con una fiamma eterna posta dentro a una rapa.

La leggenda narra che durante la notte del 31 ottobre Jack vaghi nel mondo dei vivi per cercare una casa in cui rifugiarsi. Gli abitanti delle case, per scacciare l’anima di Jack, devono proteggersi ponendo davanti alle loro case delle rape luminose.

Giunta negli USA, la tradizione delle rape è stata sostituita con quella della famosissima zucca di Halloween, un ortaggio molto più comune in quelle terre rispetto alla rapa.

Dolcetto o scherzetto?

La celebre formula “dolcetto o scherzetto”, è anch’essa legata alla leggenda di Jack. Si pensa, infatti, che l’anima irrequieta dell’irlandese vaghi nel mondo e che bussi alla porta delle case chiedendo trick or treat? (“sacrificio o maledizione”?). Con questi toni così apocalittici, l’unica soluzione contro le maledizioni del dannato era quella di pagare il proprio sacrificio.

Trasformatasi nel tempo in una formula meno catastrofica, il “dolcetto o scherzetto?” è diventato d’uso comune, soprattutto nei bambini, che nel giorno di Halloween passano di casa in casa vestiti da scheletri, fantasmi e mostri.

dolcetto scherzetto

El Dìa de Muertos: tradizioni in sud america

dia de muertos

Il Dia de muertos è una festività di origine precolombiana celebrata principalmente in Messico e in alcuni paesi sudamericani. Come per Halloween, il Dia de muertos è oggi il risultato dell’unione tra più riti e tradizioni che nel tempo si sono stratificati in questi territori.

Il culto dei defunti era molto sentito nelle popolazioni preispaniche, tanto che si tenevano diverse celebrazioni sacre in loro onore con sacrifici animali, che avevano lo scopo di preservare l’equilibrio tra i vivi e i morti. Questi popoli credevano che il dopo-morte fosse legato al modo in cui le persone morivano e non alle azioni che avevano compiuto in vita (come accade, invece, nel Cattolicesimo). Per questo motivo non esisteva un unico Paradiso, ma ogni defunto finiva in un luogo diverso in base al tipo di morte subita.

I riti mesoamericani, solitamente tenuti ad agosto, si fusero con la tradizione cattolica portata dagli spagnoli nel XVI secolo e diedero vita al Giorno dei Morti, festeggiato ancora oggi tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre.

Dia de muertos: simboli, tradizioni e usanze

Sebbene venga chiamato Giorno dei Morti, la festività è spalmata su più giorni, ogni giorno si celebrano defunti diversi per tipo di morte e per età. A differenza di quanto si possa pensare, il Dia de Muertos è una festa allegra, caratterizzata da fiori, musica e grandi tavolate imbandite.

Uno dei simboli associati al Giorno dei Morti è Santa Muerte, una rappresentazione della Morte fatta nel XIX secolo da José Guadalupe Posada e denominata Calavera Catrina. Nell’ultimo secolo questo disegno è diventato così famoso nel mondo che molte persone, non messicane, lo tatuano sul proprio corpo.

Calavera garbancera

L'altare

dia de muoertos altare

Il luogo simbolico più importante della festa è l’altare. Questo viene allestito con grande cura, rappresentando i quattro elementi della natura: acqua, fuoco, aria e terra.
Il legame con le tradizioni indigene fa sì che questi altari vengano creati con foglie e piante, e con petali di fiori che, sparsi in terra dall’entrata all’altare, aiutano le anime nel loro percorso.
Spesso gli altari sono costruiti su più livelli, ognuno dei quali caratterizzato da un oggetto/simbolo diverso che si eleva verso il cielo.
Elemento fondamentale dell’altare è la presenza della foto del defunto che si vuole ricordare. Accanto alla foto vengono poste le offerte, specifiche in base al defunto, con cui soddisfare l’anima dell’antenato, insieme ai cibi posti accanto a loro.

Sale, candele e vivande

Altri simboli utilizzati in questa giornata sono le candele, che illuminano la strada alle anime dei defunti. Il sale ricorda il sapore della vita, e aiuta i morti nel loro percorso verso l’aldilà.
Il cibo, le bevande, il caffè, il tabacco e gli alcolici vengono posti sull’altare per saziare i defunti e per ricordare loro le gioie terrene della vita. Le vivande vengono consumate dai familiari alla fine della festa, dopo che le anime si sono cibate dell’essenza di esse.
Tra questi alimenti tipici figura il Pan de Muerto, un pane dolce aromatizzato con anice e cosparso di zucchero.

Halloween 2020 a Firenze con PartecipArt

halloween Firenze 2020

Per trascorrere insieme un 31 ottobre sui generis, PartecipArt ha pensato di organizzare due eventi imperdibili, per famiglie e per adulti.

Speciale Halloween: game tour da piccoli brividi, un gioco dedicato a tutti i bambini più impavidi per andare a caccia di fantasmi e mostri del passato. Camminando per le strade di Firenze ogni bambino sarà chiamato a sfidare le anime irrequiete che vagano per la città…come premio finale un dolcetto da mangiare al termine dell’avventura. 
Ogni partecipante riceverà in regalo un cestino porta-dolcetti, per raccogliere tutti i premi conquistati durante la caccia ai fantasmi.

Il ritorno di Ginevra degli Amieri: la sepolta viva, un viaggio alla scoperta della storia della giovane donna fiorentina che, nel 1300, fu sepolta viva dai suoi familiari. Tornata tra i vivi negli ultimi giorni di ottobre, la povera malcapitata vagò per la città di notte alla ricerca del suo amato. In questo tour da brividi seguiremo le sue tracce, ricostruendo quella notte di paura.

E voi come festeggerete il vostro Giorno dei Morti? Raccontateci nei commenti le vostre tradizioni familiari.

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