5 CURIOSITÀ SUGLI UFFIZI: SCOPRI QUANTE NE SAI GIÀ!

Quante volte sei entrato alla Galleria degli Uffizi? O quante volte hai pensato che almeno una volta nella vita vorresti farlo?

Sicuramente ne vale la pena e senza dubbio ne usciresti con gli occhi pieni di meraviglia e qualcosina in un più nel tuo bagaglio di emozioni, bellezza e cultura.

Che tu vada da solo, accompagnato dalle parole ascoltate in un audio, lette in una guida cartacea o raccontate da una guida in carne e ossa, nelle sale di questo museo straordinario non si finisce mai di imparare!

       Vuoi visitare gli Uffizi in modo partecipativo e scoprirne tutti i segreti? Partecipa al nostro tour per adulti o divertiti in famiglia grazie al gioco tour degli Uffizi per bambini.

Ecco 5 particolari meno conosciuti sugli Uffizi e le sue opere per poterli apprezzare al meglio.

1. IL QUARTIERE DELLA BALDRACCA: DALLE STALLE ALLE STELLE

Se pensiamo a piazza della Signoria e all’adiacente loggiato degli Uffizi, oggi centro culturale della città di Firenze, non riusciamo certamente a immaginarci che in passato quella fosse un’area malsana e popolare.

Piena di osterie e bordelli, prendeva il nome di quartiere della Baldracca dall’insegna di un’osteria omonima, famosa per la presenza e i servigi di numerose prostitute.

Quando Cosimo I dei Medici si trasferì a Palazzo Vecchio, volle concentrare vicino alla sua dimora le sedi pubbliche e amministrative delle tredici magistrature più importanti di Firenze che dovevano avere lì i propri Uffizi. 

Per far questo l’area della baldracca venne completamente demolita e al suo posto costruito l’edificio che oggi conosciamo come la Galleria degli Uffizi.

11Galleria degli Uffizi quartiere Baldracca

Il progetto vasariano della Galleria degli Uffizi

Nel 1560 Cosimo I affidò a Giorgio Vasari i lavori, che per l’architetto rappresentarono il culmine della carriera e il suo orgoglio. Si vantò infatti di aver costruito una struttura sul nulla: in effetti il terreno, essendo vicino al fiume, era molto instabile.

Vasari immaginò una struttura a ferro di cavallo costituita da due lunghi corridoi raccordati da un lato corto che doveva affacciare sul fiume e dunque collegare anche con la zona dell’Oltrarno.

L’architettura si basa sull’utilizzo del modulo, unità di misura che si ripete e che deriva dall’insegnamento brunelleschiano, così come l’utilizzo della pietra serena grigia per gli elementi strutturali dell’edificio e del bianco dell’intonaco per le superfici e la muratura.

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11Galleria degli uffizi esterno

Al piano terra ogni portale introduceva agli uffici delle magistrature fiorentine, mentre il secondo piano era adibito a luoghi di riunione e spazi comuni.

Nel 1580 i lavori vennero portati a termine da Bernardo Buontalenti che succedette a Vasari nella direzione del progetto.

Sarà proprio Buontalenti a realizzare per volere del figlio di Cosimo, Francesco I, sia il teatro che la tribuna, stanza ottagonale destinata ad accogliere i pezzi più preziosi della sua collezione.

Fin da subito dunque fu ben chiaro che non sarebbero stati dei semplici Uffici!

2. il teatro e la tribuna degli uffizi: non solo uffici amministrativi

11teatro mediceo Francesco I Uffizi

Appena entriamo agli Uffizi, salendo la scalinata che porta all’inizio del percorso del museo,  ci imbattiamo nel busto di Francesco I che troneggia su un maestoso portale: è tutto quello che rimane del teatro mediceo.

La sua costruzione risale al 1586, quando Bernardo Buontalenti realizza questa struttura per volere di Francesco I dei Medici. Prima di questo momento gli spettacoli avevano luogo nei giardini privati o nei cortili dei palazzi.

Il teatro rimarrà in uso fino al 1628 e nel 1889 viene smantellato per fare spazio al museo. Oggi quegli ambienti ospitano il Gabinetto delle stampe e dei disegni, uno dei musei più importanti d’Europa di questa tipologia di opere.

L'armeria dei Medici

Nello stesso anno dell’inaugurazione del teatro, il 1588, alcune delle sale della galleria di Levante degli Uffizi furono destinate ad ospitare la collezione di armi e armature della collezione medicea, provenienti anche dal nuovo mondo.

I Medici, infatti, erano collezionisti raffinati che volevano pezzi particolari, provenienti anche da posti lontani. Se alziamo gli occhi al cielo, i soffitti presentano degli affreschi che vogliono alludere proprio agli oggetti contenuti nelle sale, vi sono infatti raffigurate armi e scene di battaglia inseriti in una decorazione a grottesca.

La fonderia delle Gallerie degli Uffizi

Quasi un secolo dopo, nel 1699, nel corridoio di Ponente invece prende vita una vera e propria fonderia.

Si tratta della farmacia Granducale, luogo di alchimia, esperimenti, utilizzo di piante medicinali, ma anche spazio dedicato all’esposizione di curiosità naturali provenienti dai luoghi più esotici.

La Tribuna degli Uffizi

11tribuna degli Uffizi e venere dei Medici

Fulcro dell’appena nata costruzione degli Uffizi divenne ben presto la tribuna voluta dal granduca Francesco I. Venne realizzata fra il 1581 e il 1583 dall’architetto Bernardo Buontalenti per “tenere le più preziose gioie ed altre delizie onorate e belle che abbi il Granduca”.

Secondo la concezione del museo di allora, non doveva esporre solo opere d’arte come sculture e pitture, ma anche oggetti straordinari e curiosi, provenienti dal mondo naturale. Una WunderKammer (camera delle meraviglie) concepita come uno scrigno prezioso, condensato di conoscenze.

Ecco che nasce il primo nucleo della Galleria degli Uffizi intesa come luogo espositivo.

Francesco I aveva concepito la Tribuna, da un punto di vista di arredi e fregi, come un luogo che rappresentasse i quattro elementi del mondo naturale.

L’elemento Terra era reso dal pavimento che Buontalenti realizzò disegnando una raggiera a 8 spicchi simile ad un grande fiore.

L’elemento Acqua fu evidenziato dalle 5780 conchiglie di madreperla del soffitto.

L’elemento Fuoco fu messo in risalto dalle pareti ricoperte da pregiati velluti rosso cremisi con frange dorate.

L’elemento Aria lo ritroviamo nella svettante lanterna aperta ai venti e nelle otto finestre che si aprono in alto sulle pareti rischiarando l’interno.

Sculture antiche al centro e dipinti di grandi dimensioni alle pareti animano ancora oggi il suggestivo spazio circolare avente il suo fulcro nella celebre Venere, qui giunta da Villa Medici sul Pincio nel Seicento.

3. L'arte antica dei Medici nelle Gallerie degli Uffizi

Gli Uffizi sono anche un luogo che raccoglie numerosi esempi di statuaria classica, soprattutto romana, provenienti dalla Villa Medici.

Con Cosimo III, infatti, iniziano ad arrivare a Firenze alcuni dei più importanti esemplari di statuaria antica. Sono sculture risalenti all’età augustea con pochi pezzi repubblicani e soprattutto busti di imperatori e delle relative mogli.

Alcune di queste statue esprimono un forte pathos come il Marsia prima e dopo essere scorticato da Apollo.

La Venere dei Medici

Tra i rari esempi di scultura greca, la più famosa è la Venere denominata Medici proprio per l’appartenenza alle collezioni di famiglia.

Si tratta di una Venere pudica così famosa che quando Napoleone arrivò a Firenze all’inizio dell’Ottocento, volle in tutti i modi appropriarsene. Nel tentativo di salvarla, venne caricata su una nave e mandata a Palermo, ma l’imperatore francese la intercettò e la portò a Parigi.
Sarà poi lo scultore Pietro Benvenuti a recuperarla.

Nel frattempo, in seguito alle proteste del direttore del museo, Napoleone pagò Canova per sostituire la Venere Medici con una copia, ma il famoso scultore non era certo un semplice copista! Realizzerà dunque una sua degna sostituta, la Venere italica, che oggi si trova alla Galleria Palatina.

    Se vuoi conoscere altri capolavori della Gallerie Palatina, partecipa al nostro tour.

4. I ritratti delle Gallerie degli Uffizi

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Il loggiato principale degli Uffizi è abbellito da una serie di ritratti, ma ti sei mai chiesto chi raffigurano?

Quando il vescovo di Como, Paolo Giovio, amico di Leone X, incaricò un pittore di realizzare una serie di ritratti di uomini illustri del presente e del passato per la sua villa sul lago, Cosimo I di certo non volle essere da meno! Mandò dunque un suo pittore, Cristoforo dell’Altissimo a copiare i ritratti della villa di Como.

Inizialmente la serie, chiamata Gioviana, si trovava all’interno della sala delle carte geografiche in Palazzo Vecchio. Oggi ammiriamo i 484 ritratti lungo le pareti di tutti e tre i corridoi della Galleria degli Uffizi.
Lo scopo di Cosimo era riallacciarsi a uomini illustri del passato per entrare a farne parte con la sua famiglia.

A intervallare i ritratti della serie gioviana compaiono più grandi e più radi, ma costanti lungo le pareti della galleria, i ritratti di tutti i membri della famiglia Medici.

Partendo dal capostipite Giovanni di Bicci, ci accompagnano durante la visita sul lato destro gli esponenti del ramo principale da Cosimo il Vecchio in poi, mentre sul lato sinistro si dispiega il ramo secondario o cadetto.

Dall’unione dei due rami della famiglia nascerà Cosimo I, primo granduca della Toscana e committente degli Uffizi.

Agli Uffizi non troviamo solo i ritratti di uomini e donne illustri, ma anche gli autoritratti di coloro che li hanno realizzati: gli artisti.

Uno dei membri della famiglia Medici, il Cardinal Leopoldo iniziò infatti una collezione che ancora oggi continua ad essere ampliata. Quando Leopoldo morì, il granduca Cosimo III ordinò di allestire agli Uffizi degli ambienti per ospitare questa collezione di autoritratti, poi spostata nel 1973 nel Corridoio Vasariano, oggi oggetto di importanti lavori di restauro.

Tutt’ora artisti contemporanei donano il loro autoritratto alle Gallerie degli Uffizi dove è stata allestita una sala temporanea che ruota intorno alla statua di Giovan Battista Foggini rappresentante proprio il cardinal Leopoldo e che espone un piccolo nucleo di autoritratti, in attesa di apposita area del museo dedicata.

Tra i quadri esposti si trovano quelli di Sofonisba Anguissola, di Ludovico Cardi detto il Cigoli, del Bernini, di Carlo Dolci, ma anche di Angelica Kauffmann, Marc Chagall, Renato Guttuso, Adriana Pincherle, Yayoi Kusama.

5. dettagli curiosi dei capolavori degli uffizi

Se andiamo a osservare più nel dettaglio alcuni dei dipinti esposti in queste sale, scopriamo che anche i quadri in sé sono pieni di curiosità e dettagli interessanti.

La Venere di Botticelli

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Avete mai notato infatti che la Venere di Botticelli ha un colorito a dir poco statuario per quanto è bianco?

Sicuramente rispecchiava la moda del tempo, che prevedeva che le donne di alto rango dovessero avere una pelle molto chiara per distinguersi dai contadini costretti invece a lavorare sotto il sole. I capelli dovevano inoltre essere biondi e la fronte molto alta, per far questo si usavano creme e unguenti anche a base di cianuro e si rasavano i capelli per alzarne l’attaccatura!

Ma nel caso della Venere non si tratta di seguire una moda, bensì di censura!

Nel XV secolo, infatti, era a dir poco sconveniente ritrarre una donna completamente nuda, così Botticelli riprende la posa di una famosa statua greca, la Venere Medici presente proprio agli Uffizi, e ne conserva anche il colore bianco candido.

Il viso invece della Venere sembra essere quello di una donna in carne ed ossa che al pittore doveva piacere non poco: Simonetta Vespucci, la donna più bella di Firenze!

L'Annunciazione di Leonardo da Vinci

11annunciazione Leonardo da Vinci

Nella sala dedicata al genio Leonardo da Vinci troviamo un’opera che è quasi il primo esempio di pittura 3D della storia: l’Annunciazione. 

Questo dipinto è stato accusato di avere delle sproporzioni, ma la verità è che Leonardo si è divertito ad inserire un effetto ottico particolare chiamato anamorfismo.

Il dipinto infatti doveva essere visto da un punto ben preciso: il formato è infatti particolare, se lo guardiamo da destra, abbassandoci un po’ tutto si ricompone secondo un’armonia tra le parti.

 

Approfondisci il Leonardo da Vinci scienziato con il nostro articolo: Le invenzioni di Leonardo: codici, studi e disegni.

Conosci la storia del furto più famoso dell’ultimo secolo? Leggi subito La Gioconda di Leonardo: il furto del 1911.

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La Madonna delle Arpie di Andrea del Sarto

11Madonna delle arpie Andrea del Sarto

Scendendo al primo piano della Galleria, dove da poco sono state riallestite 14 nuove sale, la prima opera che ci colpisce è la Madonna delle Arpie di Andrea del Sarto.

Questo titolo non è quello gli dà Vasari nella sua opera in cui descrive le vite dei pittori, scultori e architetti del suo tempo. Vasari chiama infatti questo dipinto “Madonna delle ombre” descrivendo del fumo che saliva dietro la figura di Maria, che per molto tempo non si riusciva ad individuare.

Solo dopo il restauro queste nuvole di fumo sono riemerse e hanno fatto sì che si comprendesse l’effettiva iconografia del dipinto: la Madonna si trova su un basamento con delle locuste (arpie), che altro non è che la porta dell’inferno. Per far sì che questa non si spalanchi, la Madonna è tenuta saldamente ferma su questo pilastro da due angeli!

11Madonna delle arpie dettaglio

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