IL BEL FIORE DI MARMO:
IL CAMPANILE DI GIOTTO A FIRENZE

Siamo nella Firenze medievale del Trecento. Bisogna fare un salto nel tempo con la nostra immaginazione per poter percorrere le strade, i vicoli, le piazze, e sentire gli odori e gli schiamazzi della gente.
Si potevano incontrare artigiani, fornai, calzolai, tintori e garzoni ma anche mercanti, poeti come Dante e Boccaccio, artisti come Giotto e Duccio di Buoninsegna, nobili signori e mecenati.
In quel periodo la città di Firenze pullulava di vita e di nuove iniziative, e in ogni dove si trovava un cantiere a cielo aperto! 

Venivano completati i lavori di opere importanti come la Cattedrale o Palazzo Vecchio e iniziati di nuovi come la costruzione della Loggia del Bigallo, la Loggia della Signoria (poi chiamata Loggia dei Lanzi) ma soprattutto veniva innalzato uno dei simboli religiosi più importanti della città, ovvero il Campanile della Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Campanile di Giotto

La torre campanaria

Il campanile si trova nella piazza più famosa di Firenze, Piazza San Giovanni. Insieme alla Cattedrale e al Battistero rappresentano tre grandiosi capolavori dell’umanità. Queste tre architetture coronano la piazza, formando un gioco di volumi, colori, geometrie, dettagli raffinati ed eleganza tanto che gli occhi del visitatore non sanno dove posare lo sguardo!
A quel tempo, uno straniero passando davanti al Campanile, lo chiamò “il bel fiore di marmo”, affascinato dalla sua straordinaria bellezza.

Giotto maestro indiscusso

Giotto fu il grande artista che lavorò come architetto nel cantiere del Duomo, realizzando uno dei capolavori architettonici gotici di Firenze.
Racconta Giovanni Villani nella sua Cronica: “Giotto nostro cittadino, il più sovrano maestro stato in dipintura che si trovasse al suo tempo e quegli che più trasse ogni figura e atti al naturale”. Giotto fu infatti anche pittore, qui a Firenze sono tante le testimonianze pittoriche che ci ha lasciato, prova della sua abilità e del suo talento.

Campanile di Giotto

La Repubblica Fiorentina nel 1334 incaricò Giotto di costruire un campanile “così magnifico, che per altezza e qualità del lavoro venga a superare tanti quanti in quel genere ne fossero stati fatti da’ Greci e da’ Romani, ne’ tempi della loro più florida potenza”.
Ricevette l’incarico verso la fine della sua carriera e il compenso pattuito era di 100 fiorini all’anno. Per il tempo era considerata una somma considerevole ma non altissima perchè era appena tre volte lo stipendio di un muratore di allora.
Secondo il progetto di Giotto, il campanile doveva essere ancora più alto degli 85 metri attuali, perché avrebbe dovuto terminare a guglia, non con un terrazzo piano.
Giotto però morì tre anni dopo l’inizio dei lavori, realizzando soltanto la base. Il campanile fu portato avanti da Andrea Pisano che realizzò i primi due piani, seguendo il progetto di Giotto. Venne poi terminato nel 1359 da Francesco Talenti, dopo un’interruzione dei lavori a causa della peste nera. Sua è l’idea della parte finale a terrazza.

Le formelle decorative

Soprattutto all’esterno del campanile il contributo di Giotto è davvero evidente: la scelta dei marmi colorati come il bianco di Carrara, il verde delle cave di Prato e i rossi Maremmani, formano un gioco di colori unico al mondo.
Come la splendida ideazione delle formelle esagonali e quelle a losanga che raccontano la storia dell’uomo (realizzate da Andrea Pisano su progetto di Giotto) e del suo sviluppo attraverso il lavoro.

Nel loro insieme i rilievi si presentano come una moltitudine di personaggi, personificazioni e allegorie tratti da testi religiosi, dalla letteratura antica greco-romana e dalla realtà quotidiana del tempo, ritraendo l’intero universo delle attività e delle scienze umane, in relazione al mondo, agli influssi astrali e al Divino.

Campanile di Giotto formelle Firenze

Si parte dalla creazione dell’uomo (genesi), poi lo sviluppo del lavoro, da quello primordiale legato alla terra come la coltivazione, fino alle arti meccaniche con l’uso della tecnica e delle macchine, fino alle arti liberali come ad esempio la grammatica, l’aritmetica, la musica …
Dunque il lavoro che si snoda da quello pratico e manuale, poi lavoro che unisce meccanica e sapienza, e quindi lavoro intellettuale fatto di conoscenza e sapienza.

Campanile di Giotto

Altre decorazioni del campanile sono il traforato a merletto delle finestre che crea un suggestivo gioco di luci e ombre, le statue a grandezza naturale dei profeti e delle sibille (figure mitologiche), opera di maestri fiorentini come Andrea Pisano e di successivi come Donatello e Nanni di Banco.
Tutto ciò caratterizza la decorazione sontuosa del campanile che mescola il sacro e il civile.

La leggenda narra che Carlo V vedendo il campanile di Giotto, esclamò che per proteggere la sua bellezza bisognava metterlo sotto una campana di vetro!

Coraggio esploratori!

Per raggiungere la vetta della torre dobbiamo salire ben 414 scalini! Non lasciatevi spaventare dal numero, la vista che godrete una volta arrivati sulla terrazza è mozzafiato. Bisogna munirsi di un po’ di pazienza e tanta voglia di meravigliarsi.

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